Cosa sogni di fare?

Spesso mi chiedo cosa sogno di fare… ne ho tanti di sogni… tante idee ogni giorno; alcuni sogni si realizzano, altri … chissà …

Credo fermamente nella bellezza umana. Solo se si guarda con occhi attenti, si può trovare la bellezza ovunque. Certo, a volte, si fatica. Ho letto poco tempo fa una frase: “anche dal dolore nasce la gioia”, frase che mi ha colpita.

Cosa significa per noi la gioia? Cosa ci fa gioire ? Cosa sogniamo di fare da grandi?

Mi piacerebbe raccogliere immagini di sognatori, che credono che la vita sia bella, che ognuno di noi può contribuire ad un mondo umano e più giusto, sognatori ai quali piace pensare che un sorriso può cambiare il percorso.

Il mio percorso sta per nascere. Il cambiamento in corso, sta avvenendo.

 

momenti, attimi colti momenti che volano, attimi che torneranno

…momenti, attimi colti momenti che volano, attimi che torneranno.

Passa molto tempo nello scrivere perché non sempre si riesce a farlo soprattutto se chi esprime trova nella scrittura i suoi momenti sensibili. Voglio farlo con la consapevolezza nell’anima per ringraziare quello che la natura ci ha voluto donare e quello che ci ha voluto togliere.

Ringrazio il bosco, gli alberi, gli animali che ci hanno accompagnato, le luci i tramonti, i raccolti le feste i brindisi al calare della sera, la meravigliosa luce delle lucciole il pensiero di poter scorrere mani sull’erba in un luogo incantato dove tutto è semplice dove tutto ci ama. Ringrazio chi ha saputo amare con noi quel luogo percepirne la bellezza e la semplicità.

Ringrazio, ma lascio andare perché nulla ci appartiene tutto arriva e tutto riparte.

Grazie bosco!

bosco

Che oggi

image

È che oggi non sarò triste, ma festeggerò insieme alla mia parte di vita come lei avrebbe fatto e allora apriremo un bel cabaret di pasticcini cremosi e non con tanto di carta che li avvolge come a ricordare la loro preziosità, con un dolce profumo e un’attesa nello sfasciare quel regalo. Poi, per ridere, metterò tanti vuoti a tavola, al suo posto come a ricordarle che ne mangiava sempre troppi, a tavola con noi perché non si muore, ma si rinasce…

 

 

 

Linea curva

imageMentre io mi disegnavo indelebilmente tratto curvo che rappresenta tanto, lei volava più in alto che poteva.

Mentre il suo dolore si era assopito a causa della medicina e mentre gli sguardi delle persone amiche passavano e lei non vedeva, io rimanevo seduta immobile in quei 5 minuti dove, se mi fossi mossa forse la curva sarebbe diventata retta.

si sogna si sogna di diventare curva, ma tante volte non si può, non si ha il coraggio. Lei lo ha avuto: ha avuto anche il coraggio di mostrare al mondo come poteva diventare trasparente e sorridente un dolore atroce; lei, diventava curva davanti all’obiettivo, diventava curva, quando le chiesi come andava… Si va meglio, combatto, sto bene. La sua retta aveva deviato ma poi ha ripreso il suo corso.

Per ogni volta che camminavi veloce per ogni volta che hai sorriso per ogni volta che correvamo a ritagliare quelle offerte per ogni volta che mi hai detto che stavi bene, Vola!

Ciao Pat.

 

Ho visto

Essere in classe dove le mie figlie passano le loro mattine, essere seduta al loro banco, ad altezza occhi per una riunione dove tanti genitori come me un po’ in ansia, un po’ preoccupati, un po’ con esperienza, stavano li, seduti, scrutando sguardi nuovi. Ho visto e sentito paure, paura di non essere in grado di condividere, paura di avere il timore in qualche modo di esporsi; ho visto mani tremanti, al momento di firmare, mani lente che non sapevano firmare, mani scure che non erano riuscite ad imparare a scrivere… in quell’istante di disegno su di un bianco foglio, il sogno di avviare il proprio figlio, superava la paura costante dell’ incomprensione e della faticosa storia della vita: il timore. Negli occhi di quella donna si vedeva: timore di un giudizio, di essere inadeguata.

Inadeguata… perché? chi lo è e chi no?

manchiamo di empatia, di abbracci e sguardi. Sarebbe tutto più lieve con una stretta di mano, un sorriso, due parole…

I traslochi

Pedalando il mio sguardo ha incrociato due camion dei traslochi, una scala lunghissima che da terra arrivava al cielo, tanti scatoloni zeppi… libri, vestiti, una chitarra, vita racchiusa.

Mi è venuto in mente come comunque può essere “doloroso” spostare la propria vita altrove. Io l’ho fatto in un momento della vita molto particolare, dove la sensibilità era oltre la soglia solita, dove le paure mi sommergevano… forse perché ne ho avuto la consapevolezza, allora, il mio sguardo si è fermato a meditare su quei giganti di uomini che caricavano il camion senza pensarci due volte, che lanciavano la vita altrui in un fragoroso rumore, dove la polvere sommerge i pensieri, dove i km abbagliano la luce.

Ve lo siete mai chiesti?

Non facile spostarsi, oppure troppo facile per chi non vuole vederlo.

Nuove, possibilità.

trasloco